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Mahotsukai No Yome – The Ancient Magus Bride

La copertina dell’anime

 

Questo anime, uscito da pochi mesi, ha attratto la mia attenzione su YuoTube quando ho visto un thumbnail con una ragazza e uno strano “demone” con un teschio in testa. Ho pensato che probabilmente era l’ennesimo anime bizzarro con mostri. Tuttaviadopo  aver visto il trailer mi sono convinta che era di tutt’altra natura.

Le grafiche sono mozzafiato.  Ci sono innumerevoli paesaggi della campagna inglese, dove si ambienta l’anime, creature sovrannaturali, due protagonisti intriganti: Chise Hatori, la ragazza con i capelli rossi, e il mago Elias Ainsworth, con lo strano teschio di cane al posto della testa.

Leggendo la breve trama al fondo di ogni episodio, veniamo a sapere che Chise è stata rifiutata da tutti durante la sua infanzia. Si vende dunque ad un mercato degli schiavi, dove viene comprata per un’immensa cifra proprio dal mago, il quale decreta che lei sarà la sua apprendista E la sua sposa!

Chise ed Elias in versione “chibi.      fonte: Panda-R-Us  DeviantArt

ATTENZIONE, POTREBBERO ESSERCI SPOILER

Il ritmo della narrazione è lento, molto lento. Ci sono tanti fermi immagine sui paesaggi, ovviamente curatissimi e spettacolari, del verde inglese, che ha sempre un non so che di malinconico. Non a caso il romanticismo in inghilterra, nell’arte, è sopratutto di matrice naturalistica. Digressioni artistiche a parte, ho notato come spesso e volentieri i giapponesi ambientino anime e manga in Inghilterra… sarà perchè stanno alla stessa latitudine? Perchè sono isole entrambe? Perchè entrambe le nazioni hanno un passato fatto di folkore e magia? Sta di fatto che l’Inghilterra prima o poi finisce sempre nel mirino del mangaro di turno, a volte per essere stravolta a imbizzarrita come purtroppo succede in anime come Black Butler (e pure acclamati), a volte invece per essere veramente Inghilterra, come in questo caso. Niente sushi, niente stronzate, si vedono colazioni inglesi, cottage, paesini, campagne. Si vede persino l’Islanda, che, draghi a parte, credo che in estate sia verde come ci appare nell’anime. La scelta di così belle ambientazioni rendono l’anime godibile all’occhio.

Che fiori! Avranno un qualche significato simbolico?

 

Roba di qualità!

Parlando dei protagonisti… sono arrivata all’episodio 5, dunque non so ancora molto su di loro. Specialmente sul misterioso mago Elias, che però si dimostra essere gentile con Chise. Il fatto stesso che il cranio gli impedisce di fare espressioni, lo rende un po’ difficile da interpretare. Nel primo episodio da’ prova di non sapere bene come si interagisce, ma nei successivi episodi dimostra di essere serio, dando conferma che questo non è un ecchi o uno shojo o un anime umoristico, anzi, è un anime introspettivo, un po’ malinconico. Questo tono è dato dal vedere il mondo con gli occhi della protagonista, che apprendiamo fin da subito che è stata rifiutata da tutti, che ha perso sua madre davanti ai suoi occhi, che vede le creature magiche (dono che gli ha causato problemi) e che ha cercato di suicidarsi. Infine non si sa come, si è venduta. Chise parla poco, ha gli occhi bassi, non sorride molto, non è un personaggio che fa ridere, e non lo vuole essere. Non ci sono scorci del suo sottogonna, o proporzioni del corpo assurde. Chise è solo Chise, ed è una ragazza realmente traumatizzata. Per questo motivo non la si vede spesso sorridere o parlare.

Chise (SPOILER ALERT), è una Sleigh Beggy, una che attira creature magiche, che ha infiniti poteri magici ma che consumeranno il suo corpo se usati in maniera costante. Chise è una merce rara che molti vogliono, e il suo dono è anche una maledizione, causandole continua spossatezza. Nonostante la cupezza della ragazza, Elias è la sua nuova famiglia, e lei tiene profondamente a lui per questo, perchè le ha detto che sono una famiglia, quando nessuno lo aveva fatto. Dunque dentro la ragazza c’è un germoglio di rinascita, anche se ancora è preponderante una sorta di apatia.

Gli sviluppi dell’anime mi sono ancora ignoti, e gli episodi devono ancora uscire, ma promette bene, e mi ha già fatto versare una damigiana di lacrime al fottuto episodio 3  T^T Comunque promette bene… da guardare assolutamente.

Li mortacci…!

 

 

Per chi non lo sapesse, i blog sono morti. C’è Facebook. Eppure certe  volte tornano utili, perchè non sempre su Facebook c’è quello che cerchiamo. Non ho molto da dire. Quanti secoli sono che non scrivo più? Probabilmente questo posto rimarrà un’isola circondata di nebbie nel mezzo del mare del web.

Buon Natale.

Revisione romanzo: Il bacio dell’angelo caduto- Titolo, copertina, trama.

Orbene, è la prima volta che commento e recensisco un romanzo per capitoli. Penso che sarà per me fonte di grande esperienza. Di solito quando leggo un libro, lo divoro, ma poi mi accorgo che di quel libro mi rimane poco, molto poco. Quindi, penso che revisionando ogni capitolo, avrò modo di lasciare, sia a voi, che a me stessa, un arricchimento interiore, che poi è lo scopo primario del leggere.

Inizierei pertanto a commentare titolo e copertina. Infatti in essi sono contenute le aspettative. Finché non vedi il titolo, o perlomeno la copertina, tu non ti azzarderesti mai a prendere un libro. Sono i due elementi che attirano l’attenzione del lettore, anche se in questo caso potremmo meglio definirlo consumatore, perché di fatto al giorno d’oggi molti libri sono fatti per uso e consumo.  Che cosa è avvenuto nel mio caso? Cosa mi ha portato a scegliere questo libro e non un altro? Il titolo.                                                                            Questo titolo ha risuonato nelle mie orecchie nel primo istante in cui l’ho visto. Ho provato a far finta di nulla, ma non ci sono riuscita. Inevitabilmente mi ha attratto. In copertina c’era (e c’è) un angelo, un angelo oscuro, che sta cadendo, mentre le sue ali perdono progressivamente le piume. Alcune di queste poi sono rosse e luccicanti, e non fanno altro che invogliare il lettore-consumatore a comprare il libro. Al di là delle piume luccicose, “Il bacio dell’angelo caduto” mi ha colpito per diversi motivi. In primis, adoro le storie fantasy-bibliche. Angeli e demoni mi hanno sempre affascinato, proprio perché affascina l’idea che delle creature tanto vicine a Dio possano ridursi peggio di noi. Vuoi conoscere il lato umano di questi personaggi intriganti, vuoi vedere cosa sono capaci di fare…                     Nel titolo di questo romanzo sembrava promesso proprio questo iter conoscitivo.                   Inoltre, la parola bacio prometteva amore, amore che è sia salvezza che tentazione, e che quindi non aiuta a capire dove finisce il bene e inizia il male in questi personaggi dalle mille sfumature. Da grandi premesse derivano grandi responsabilità, ed ecco che mi accingo a leggere la trama, perché quando soldi e tempo sono in ballo, non puoi permetterti di comprare un libro a scatola chiusa, qualunque sia il suo titolo.

Dice la trama: Nora è la tipica ragazza della porta accanto: molto carina, seria, studiosa. Patch è il classico cattivo ragazzo, strafottente, complicato e decisamente affascinante. Lei non sa perché lui la attragga tanto, in fondo non è il suo tipo. Lui invece sa benissimo perché inizia a corteggiarla, ed è un motivo oscuro e inquietante, legato ad un passato talmente spaventoso da risultare semplicemente inconfessabile. Patch non ha dubbi su quello che è giusto o sbagliato quando si avvicina a Nora, eppure lo fa. Se vuole restare su questa Terra, dovrà rubarle la vita, letteralmente. Invece sarà lei a farlo. Perché la passione può attraversare i secoli e trascendere la comprensione, perché l’amore può davvero cambiare le persone, rendendole invincibili e… immortali.-

Wowow calmini, troppa carne al fuoco. Innanzitutto ci viene subito palesato che è una storia d’amore “thriller romance”, quindi per arrivare a un finale positivo, se ci sarà, i due dovranno passarne di cotte e di crude. Lei è la tipica ragazza eccetera eccetera… lui il tipico eccetera eccetera… Attenzione! Dietro al “tipico”, che di solito viene usato per esemplificare le presentazioni iniziali dei personaggi, c’è anche una premessa: proprio perché li chiamiamo tipici, lo scrittore vuole che noi non ci aspettiamo nulla da loro, e poi sorpresa! Ecco che escono allo scoperto con azioni travolgenti. Ma in questo caso sembra proprio il “tipico adolescenziale”, che in parole povere si tratterebbe in: situazione impossibile tra due ragazzi che non si incroceranno mai, e che invece si innamorano.      Che tradotto ancora in senso più stretto vuol dire: sogno della ragazza media occidentale. Uff, l’ho detto. Si, perché nella vita reale per quanto ti piacciono questi tizi, se sei una brava ragazza ti sposi il bravo ragazzo, e non il “tipo difficile figo ma complessato”.                       Nel frattanto noi diciamo che, con questi presupposti, è chiaro che il libro vuole farsi vendere ad un pubblico giovane, e qui rientra in scena il lettore-consumatore, che di solito è appunto un/a ragazzo/a desideroso/a di coronare i propri sogni mentali. Non vorrei dire nulla, ma vista anche l’età di chi ha scritto questa storia (Becca Fitzpatrick, da poco laureata in medicina, buttatasi subito a scrivere), dal momento che difficilmente una persona adulta corona in questo modo i propri sogni, è probabile che abbia scritto questo libro a titolo commerciale. Poi però è ovvio che i motivi sono i più disparati, senza per forza doverli prendere in mala fede: vuoi per farti conoscere, vuoi perché devi fare i soldi, i titoli attira-giovani vendono tanto e bene, e lei ha scelto di scrivere questi, che tra l’altro non sono nemmeno difficili da fare (forse).

Ma torniamo a noi e all’analisi della trama. I due sono attirati l’uno dall’altra e lui sa perché, ma lei no. Questo prepara il primo alone di mistero. In particolare lui dovrà rubarle la vita- WOWOWO! Fermi tutti! Che cosa significa? Dovrà farla fuori? Perché dovrebbe farla fuori? La trama dice: se vuole restare su questa Terra….- Appare assai difficile mettere un nesso logico tra le due affermazioni, quindi per il momento le lasciamo in sospeso, ben sapendo però che si verrà a creare il famoso “conflitto” che tanto ci piace.                                  E invece sarà lei a farlo- wuts? Quindi tocca a lei a farlo fuori? E lo fa? E poi come va a finire? Ancora più conflitto! Signori miei, davanti a tutto questo conflitto siamo estasiati. Ed ecco che la trama si conclude con una sviolinata sull’amore che può cambiare le persone e fa miracoli, ecc…- e qui attenzione di nuovo. L’amore rende immortali, ti fa passare attraverso i secoli, ti cambia… Questo ci induce a pensare che la forza dell’amore, un qualcosa di intangibile e totalmente irrazionale possa, diciamocelo, fare magie. Ma in che modo? In che modo l’amore fa attraversare i secoli? Qui si può speculare: forse uno dei due è proprio l’angelo caduto, o forse sono entrambi angeli. Poi, gli oscuri segreti legati al passato del signorino Patch, terribili e inconfessabili, ecc… fa pensare che probabilmente sia lui l’angelo di cui stiamo parlando. Ma per ora sono solo speculazioni.

Per concludere posso dire che questo libro, sebbene si presenta come libro commerciale a tutti gli effetti, potrà comunque regalarci sorprese. Pertanto la sua revisione continuerà nel prossimo articolo.

 

 

 

 

 

 

 

Elucubrazioni di bellezza interiore “Eat mah shit”

Eros e Thanatos, amore e morte. Questo è stato per me un periodo fortemente trascendentale. Incredibile a dirsi, ma più facile a farsi: quando accade è spontaneo e meraviglioso, la realizzazione di avere una comprensione superiore. Attualmente è la mia musa ad ispirarmi queste parole, dopo un’intensa serata di attività, come potrei definirle…. fashion, o meglio di ricerca della bellezza.

Premetto che oggi è stata una giornata particolare. Ho visto la mia cuginetta Flaminia che non vedo praticamente da anni, e devo dire che è cresciutina, una bella esperienza, mi ha fatto rispolverare memorie infantili che avevo sepolto….

Poi ho visto un mio amico di famiglia morto all’obitorio. Esperienza che non esito a definire sconvolgente e affascinante allo stesso tempo. La morte è incredibile. Rende le persone delle “cose”. Non più uomini, ma statue immobili. Osceno, pietrificante, eppure allo stesso tempo attraente. Fa paura. Ho versato qualche lacrima, perchè avrei voluto salutarlo quand’era ancora in vita, il che mi ha fatto riflettere sul fatto che certe cose non tornano più indietro- lezione da tenere ben a mente. Comunque sia, discorsi funerei a parte, questi giorni sono un pochino schizzata.

Schizzati è bello, perchè significa che le pulsioni di vita stanno per manifestarsi in maniera esplosiva, e sono sempre positive. Quindi oggi, anzi, questa sera, ho ricercato la bellezza. Ho provato a mettermi dei trucchi convenzionali (devo imparare a truccarmi per via del Lucca Comics, in quanto dovrò fare un cosplay super di Jinx) ma la sensazione dei trucchi sulla faccia è snervante, la odio, mi pare di avere una maschera, o meglio, delle cose tossiche sulla faccia. Jeez. Allora mi sono struccata, e poi comunque prima non ero propriamente truccata, sembravo una reduce di guerra, mi sono pure scritta sulle guance “Eat mah shit” con la matita, tanto per farvi capire… Ho spiegato a mia madre che questa è l’era di cercare un nuovo metatrucco, ovvero un trucco capace di esaltare, non la perfezione del viso, che ci rende esteticamente tutti uguali, bensì gli inestetismi caratterizzanti, ovvero: le mie vene.

Si, ho delle vene sulla faccia, proprio ai lati della bocca, che sembrano due baffi blu, e sono meravigliosissime! Sono ciò che mi rendono unica. Pensavo allora di valorizzarle. In preda alle pulsioni di vita (viva Freud), ho preso i megacolor e ho iniziato a farmi una sorta di maschera tribale sulla faccia, disegnando sopra alle zone venose delle sorta di fuochi blu. Il risultato? Una merda. Però sentivo che quella era la MIA merda, e perciò era perfetta. Mi sono sentita più bella, più spontanea, ho lasciato che la vita scorresse ovunque sul mio volto. Poi ho realizzato, un po’ come la scoperta dell’acqua calda (che scoperta!), che la bellezza è dentro di noi; ma badate bene, non centra nulla con quelle cagate del tipo “accettati per come sei” (con un’accetta), no no! Si trattava invece di manifestare all’esterno il proprio io caotico interiore, l’Es. E questo caos che genera felicità siamo noi, per cui io potrei dire che c’è una sorta di ispirazione divina dietro tutto questo, o perlomeno, è buono e giusto, e quindi forse ha a che vedere con il fatto che Dio ci ha fatti tutti belli e diversi. Boh.

COOOOmunque, si, è stato figo. Però mi sono ripulita la faccia perchè si. Poi ho provato a ingioiellarmi. Ritengo che le collane di perle vadano ancora in auge, probabilmente grazie alle correnti hipsteriane e stronzate varie, onde per cui, la collana di perle è ancora cool, ma solo se portata sulla testa, ovvero: a mo’ di corona, o matrona romana per meglio intenderci. Insomma una sorta di antico e moderno insieme. Da un’orecchia mi sono messa un orecchino a forma di rosa a cui manca il fratello, e dall’altra una spilla a balia che ho faticato non poco a metterla. Il look è assurdo, mezzo quadro antico, mezzo non si sa, ma è splendido, perchè è una manifestazione di vita e di pensiero proprio. Epico.

Un unico problema: l’ispirazione giunge sempre nella notte, quando uno deve andare a dormire. Ma perché? WHYYYY?

 

Au revoir my friends.

Un ricordo si conserva nel cuore, senza dare importanza alla materialità, oppure va conservato anche l’oggetto che lo rappresenta?

Un ricordo si conserva nel cuore, senza dare importanza alla materialità, oppure va conservato anche l’oggetto che lo rappresenta?

Sapevo che prima o poi avrei dovuto rispondere a questa domanda. Sapessi quanto è arduo decidere se buttare o non buttare via un vecchio oggettino. Una cosa piccolina, insignificante, può causare più dilemmi che far passare un armadio dalla porta, o traslocare e prendere tutti i mobili e portarli via.

Questo carillon era di quando avevo tre anni. Mi ricordo chiaramente che io e la mia sorellina giravamo la molla d’acciaio (sapessi com’era dura!) e, magicamente, il cestino da pic nic si apriva e una famiglia di orsetti con le posate in mano, si metteva a ballare, danzando sulle note turchine di un’anonima canzoncina. Io battevo le mani tutta contenta, e la sorellina, che non aveva nemmeno un anno, mi guardava stupefatta spalancando gli occhioni azzurri. Io le dicevo: «Guarda gli orsetti!»

E lei si metteva a guardarli, finché tentando di seguirli tutti, non le si incrociavano gli occhi.

A quel punto mamma ci toglieva il carillon, e mia sorella si metteva a piangere.

Bei ricordi.

È un peccato buttar via questo carillon, penso che lo terrò.

Vediamo un po’ cosa cela quest’altra scatola…

Oh, c’è l’abitino della mia prima comunione. È di seta bianca, finissimo al tatto, leggero come una piuma. Peccato che le tarme lo abbiano divorato. Però il giorno che lo indossavo doveva essere splendido. E portavo anche delle ballerine bianche con le perle, se non ricordo male. Ero molto emozionata, tutti i parenti erano venuti a vedermi! E c’era anche la mia madrina, che oggi non c’è più… Già, la mia cara madrina…

Nemmeno quest’abito può essere gettato, vorrà dire che lo metterò insieme al carillon.

E invece cosa abbiamo qui?

Nooo, non ci posso credere! È quel numero di Topolino che da piccola leggevo sempre, con tutte le mie storie preferite! Era di quando avevo sette anni…

Me lo regalò lo zio Antonio. Lo zio Antonio era proprio un mattacchione: mi portava sempre a pesca ogni volta che lo andavo a trovare, e poi a casa mangiavamo insieme il pesce pescato davanti al focolare del suo villino di montagna. Quando babbo veniva a riprendermi, io attaccavo a piangere perché non volevo andarmene e lo zio scoppiava a ridere! Eh… povero zio. Se non fosse stato per quel brutto incidente adesso sarebbe ancora qui.

Zio…

No, non devo piangere. Questo Topolino lo conserverò di sicuro, così potrò sempre ricordarmi dello zietto che mi ha voluto bene come fossi figlia sua!

Questo trasloco sta diventando un trenino dei sentimenti…

Ehi, ma questo non è per caso il mio quaderno di prima elementare? Si, c’è il mio nome, la classe, 1°C, e la data: 15/09/1985. Il mio primo giorno di scuola, che bello! Andò più o meno così… c’erano tutte seggioline per noi bambini, disposte a cerchio, io ero emozionatissima, ricordo che per sorridere mi facevano male le guance. Mi ero subito messa a sedere in mezzo a tutti bambini che non conoscevo, e lì ho conosciuto a Vittoria! La prima volta che l’ho vista ho deciso che saremmo state amiche! Mi pare che ci siamo dette: «Ehi ciao! Io mi chiamo Vittoria e tu?»

«Io mi chiamo Gilda, ho 5 anni.» Allora lei mi rispose: «Anch’io ho 5 anni!!! Diventiamo amiche?» «Si!!!»

E ci siamo abbracciate. Com’era facile fare amicizia a quei tempi… chissà che starà facendo ora Vittoria… è anni che non la vedo più. Forse dovrei telefonarla…

Questi oggetti… sono tutti ricordi di un’epoca che non c’è più. Non posso assolutamente buttarli… però… occupano tanto, troppo spazio! Accidenti, che fare?

È vero che un ricordo è qualcosa che rimane nel nostro cuore; ce lo portiamo dentro per sempre, mentre le cose invecchiano, si rompono, decadono, e poi scompaiono…

Ma ho la sensazione che anche i ricordi siano come oggetti… con il tempo la mente li cancella, perché non c’è più spazio per loro. Oppure li seppellisce, ce li nasconde, non ce li vuole far trovare, e anche se alla fine ricordiamo, ormai è troppo tardi.

Queste cose, che poi alla fine scompariranno, servono comunque a ricordare momenti della nostra vita che non pensavamo di ricordare più. Però anche queste scompariranno eventualmente… Quindi che fare? Tenerle o buttarle?

«Saaraa! Vieni qui un momento per favore!!!»

«Eccomi! Cosa c’è?»

«Sono indecisa se tenere o buttare via i vecchi ricordi della nostra infanzia. Ci sono pile di scatoloni pieni di roba, sono ingombranti, ma mi dispiacerebbe a separarcene, dopo potremmo dimenticare cose importanti del passato…»

«E allora? Il passato è passato, lascialo perdere. Saranno anche carini i ricordi, ma secondo me non servono a niente. E poi tutta questa roba è già marcia e ammuffita adesso, quanto pensi che possa durare? Anche se noi non la buttiamo, lo faranno un giorno i nostri figli o i nostri nipoti, perché per loro questa sarà tutta spazzatura che ingombrerà le loro cantine e le loro soffitte.

Quindi lascia perdere il discorso del ricordo e liberatene. Perlomeno puoi buttare via tutte le mie vecchie cose, tanto non ho interesse a rivederle, fanno parte di un passato che non ha più importanza, e che comunque posso sempre ricordare quando voglio, anche senza queste cose»

«Ma sei proprio sicura? Non pensi che invece potresti dimenticartene? E poi questi oggetti non sono cianfrusaglie come pensi! Quello che non ha importanza ha già preso la strada del secchio, ma queste cose servono a non dimenticare!»

«Fai come vuoi… Io te l’ho detto: buttale, che tanto non servono.»

In effetti… il quaderno delle elementari è stato colonizzato dai pesciolini di argento, che ne hanno fatto la loro patria, e così per il Topolino, per non parlare del vestitino della comunione. Il carillon è tutto arrugginito, e gli orsetti sono tutti rotti e sbeccati. Forse Sara ha ragione… è tutto un marciume, non ha senso conservare questa roba.

O forse si.

Ogni ricordo… viene chiuso in un cassetto.

Per riaprire il cassetto ci vuole una chiave. E questa chiave può essere un carillon, o un vestito, o un giornaletto, o un quaderno.

Quando si saranno completamente distrutti, allora potrò buttarli certamente.

Ma non ora, perché ancora servono a qualcosa.

Servono ad aprire i cassetti della mia infanzia.

Questa sono io. Tu chi sei?

Questa sono io,

questa è la storia che sarà raccontata.

Sono venuta al mondo con una missione,

e finché non l’avrò portata a termine non sarò andata.

Allo scoglio dei sogni io non ci andrò mai, e quando morirò non avrò rimpianti. Perché io non lascerò che la vita mi passi davanti, io darò qualcosa ai posteri che valga la pena di ricordare. Io lascerò un’impronta, un’orma, un gesto, un manoscritto, un libro, un detto, un fatto, un qualcosa

per cui valga la pena di ricordarmi.

E quando arriverà la mia ora, io rimarrò immortale e chi verrà dopo giudicherà,

e vivrà sopra quello che io ho costruito o distrutto.

La strada dei quieti, la strada dei miti, io seguirò quella strada. E sotto il velo candido batterà forte il cuore e il fuoco arderà solenne. E dietro di me la scia che lascerò, sarà quella di chi ha vissuto, senza mai perdere nemmeno un giorno. E vivrò ancora nelle vite di altre vite,

per sempre, nei secoli dei secoli.

Amen

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Questa pseudo poesia con finale da preghiera è un discorso solenne che io stessa rivolgo a me. Ormai ho capito cosa voglio fare nella vita. Voglio vivere, voglio scrivere, voglio raccontare e allo stesso tempo insegnare. Sento che attraverso l’insegnamento, non importa come, io farò del bene, e scrivendo, ovvero lasciando su carta e caratteri il mio passaggio, in qualche modo io non morirò perché potrò essere ricordata. Un uomo alla fine è fatto delle sue opere, dei suoi gesti, di quello che ha detto e che ha fatto.

Inoltre scrivere e raccontare sono attività che mi danno anche piacere proprio perché sento di fare la cosa giusta. Ancora sono in alto mare ma ho davanti a me tutta la vita per migliorarmi, devo solo continuamente darmi spintarelle e calci nel sedere per non cadere nella pigrizia emotiva. Bisogna avere fede, ed è vero che la fede è rappresentabile come un fuoco, perché è forza, fiducia e speranza. Non importa che fede sia, religiosa o laica, si tratta sempre di un mix di emozioni potenti che servono a farti fare quello che tu hai in mente di fare, che ti aiutano a determinare chi sei, che ti aiutano a vivere. Io questo mix lo chiamo fede, e bisogna davvero crederci, come da piccoli credevamo in Babbo Natale; ma con una differenza: Babbo Natale non esiste, ma quello che tu puoi fare anche se ancora non esiste, in realtà è nelle tue possibilità. Devi solo sfruttare la fede e renderlo reale. E devi credere di poterlo fare, quello che tu vuoi fare.

Ho solo 15 anni, e di certo non posso dare lezioni di vita, ma almeno ho trovato la mia strada. Ma tu? L’hai trovata la tua strada? O stai ancora cercando una via? Se hai meno di 15 anni allora io ti dico: abbi pazienza, perché alle porte dei 15 ti si aprirà un mondo. Ma se ne hai di più e non sai che fare, credo che il miglior consiglio che ti posso dare è di fermarti e di ragionare con te stesso, cercando tra i tuoi hobby, tra le tue passioni, tra la tua indole, cosa ti riesce meglio fare, e cosa ti piace fare. E tra cosa ti riesce meglio e cosa ti piace, tu troverai la tua strada.

Spero di aver illuminato qualcuno oggi, e se non ho illuminato nessuno, almeno posso dire che ho compiuto un passo nella mia strada.

Arrivederci.

Olio di palma vade retro

Ieri sera ho visto Report alla tv e come in ogni sacrosanto episodio ho assistito  alla bocca della verità sparare missili balistici intercontinentali su tutto e su tutti. Nell’episodio di ieri la base missilistica di Report ha messo a segno un colpo su uno degli argomenti più scottanti dell’industria alimentare: l’olio di palma,  meglio noto ai profani come “grasso vegetale” (scritta presente su tutte le confezioni fino a poco tempo fa). Ma perché l’olio di palma ha suscitato tanto fervore tra i consumatori?  Innanzitutto parlando dei rischi della salute, l’olio di palma raffinato si traduce in colesterolo puro per le nostre arterie. Volendolo evitare é difficile : l’olio di palma é ovunque, specialmente nelle merendine che più amiamo, nella Nutella (31%), nei Kit Kat,  ovunque!!! Ma se il rischio della propria salute non é un deterrente allora lo sarà il rischio che corre il nostro pianeta. Bisogna sapere che quest’olio viene prodotto in Indonesia, che ne é il maggior esportatore mondiale. Per far spazio alle piantagioni sono state abbattute innumerevoli foreste, anche quelle dei parchi in teoria protetti,  sfrattando le scimmie locali dal loro habitat. Il punto della questione è che la maggior parte delle aziende che ha violato i confini dei parchi sono aziende che poi si dichiarano sostenibili e rispettose dell’ambiente,  quando invece non lo sono affatto. Inoltre, vi stupirà sapere che il terzo produttore mondiale di CO2 dopo Cina e America é proprio l’Indonesia. Questo a causa delle deforestazioni massicce che hanno perpetrato gli Indonesiani sul loro territorio. Da un punto di vista storico stiamo rivedendo ciò che da noi è già avvenuto durante i “mitici” (e dico mitici) anni ’70, ovvero inquinamento incontrollato, deforestazione, edilizia selvaggia e via di seguito, ma in scala ancora più grande e devastante!  Ora non si tratta più di colesterolo  o no, si tratta di qualcosa di più grande e importante  di noi:  del nostro pianeta. Noi consumatori dobbiamo esigere, e ripeto esigere, cibi da fonti realmente sostenibili.  Dobbiamo ribellarci e far sentire la nostra voce, chiudendo il borsellino. Ricordate: possediamo il potere di far crollare i giganti commerciali!  Dobbiamo solo usarlo. 

Filosofie universali

Leggendo Le Scienze ho scoperto che a seguito della luce primordiale del Big Bang c’è stato un periodo buio e freddo prima dell’apparizione delle prime stelle. Questo articolo sull’universo mi ha fatto riflettere sull’origine stessa dell’universo. Se é vero che nulla si crea e nulla si distrugge, allora questo vuol dire che il nostro universo é nato da qualcosa che già c’era prima. É possibile che si sia originato da un universo precedente che moriva, ma la domanda principale,  il fulcro del problema,  é: come ha avuto origine il primo universo? É sempre esistito oppure è spuntato fuori dal nulla? Le risposte a queste domande probabilmente sono fuori della nostra comprensione, e Dio solo sa se troveremo mai una risposta. Però una cosa é certa: in confronto a questi grandi quesiti noi siamo solo delle briciole di polvere che compongono la grandezza del nostro Universo.

Il ritorno dei Necromanti: le avventure di Sir Wilbis e Lord Phantomius!

Prologo:

A questo mondo nessuno nasce malvagio. Alla nascita ognuno di noi viene creato pari all’altro in innocenza.

Eppure questa regola non vale per tutti, infatti a questo mondo ci sono anche bambini nati cattivi, bambini che alla nascita dispongono già di un’intelligenza e conoscenze superiori.

Questi bambini vengono chiamati “Necromanti”.

Tra tutti gli esseri dotati di poteri magici, i Necromanti sono in assoluto i più potenti, almeno sulla superficie terrestre.

Ma secoli di lotte per la conquista del potere hanno impedito che essi prendessero il controllo sulla realtà, anzi, sono usciti vittime dei loro stessi malefici!

Al giorno d’oggi gli ultimi Necromanti rimasti camminano tra la gente a testa bassa e con la coda tra le gambe.

Lo scherno subito delle altre creature magiche ha contribuito a indebolirli ulteriormente.

Ma questa non è la storia di come i Necromanti sono decaduti, bensì il contrario!

Questa è la storia di due bambini e poi di due uomini che hanno cambiato per sempre il mondo, che si sono fatti strada fra le intemperie per ascendere alla gloria!

I loro nomi sono Siliun Wilbis e Johnny Phantom, meglio noti come Sir Wilbis e Lord Phantomius, il duo dei Necromanti Leggendari!

Ritornare a scrivere.

Quattro anni sono passati da quando scrivevo per l’ultima volta su questo sito. Per una persona della mia età quattro anni sono un secolo. Tante cose sono cambiate per me negli ultimi quattro anni. Ma voglio cominciare dall’inizio: quattro anni fa, anzi cinque per l’esattezza, iniziavo le scuole medie. Ancora bambina mi affacciavo all’adolescenza, ma non direi affatto così. Ancora bambina fui invitata ad affacciarmi all’adolescenza- sarebbe più corretto.  Ero stata avvertita di ciò che mi aspettava, e nel frattempo molti dei miei compagni avevano già messo in atto una mutazione genetica. In tre mesi fecero un bozzolo e uscirono già farfalle mentre io ero ancora un piccolo bruco alle prese con la sua foglia. Circondata da coetanei che non mi capivano, io mi sentivo smarrita. Essi fraintendevano la mia tranquillità con depressione, ridevano di ogni mia azione e stupirli non bastava per convincerli a rispettarmi. Fui costretta ad adeguarmi a delle nuove norme sociali del tutto assurde, ed ecco che smisi di scrivere su questo blog. Erano due anni che scrivevo, ma dovetti smettere. Ora però il capitolo delle medie si è chiuso definitivamente. “Alea iacta est”, il dado è tratto come disse Giulio Cesare. Tre anni cupi, ora passati. Ora mi sento forte, proiettata verso il futuro. Ora capisco molte cose che prima non capivo e altre ho da capirne e capirò. E ora ho iniziato un movimento di ritorno alle mie gloriose origini, quando il mio motto era :”No sottomessa! No rassegnata!” e lo dovrà essere per il mio futuro avvenire. Ritornare a scrivere, per il piacere di comunicare, fa parte di questo ritorno alle origini.

Con questo articolo dichiaro il mio ritorno sul blog!

Novità

La BibiTV si sta per arricchire con un video:ovvero come diventare YouTuber professionali!!!!! Un praticissimo filmato esplicativo per imparare a filmare e registrare ogni cosa e diventare grandi You Tuber!!! Presto sulla Bibi TV

Due mitiche opere d’arte

Cari lettori, devo dirvi che alcune persone amano una strana forma d’arte, che agli occhi nostri possono sembrare degli scarabocchi o delle cose incomprensibili. Se cercate una nuova forma d’arte provate la mia: e` semplice e si capisce che cosa raffigura ee faro` anche un’articolo sulla gioconda pero` colorata da me!  Ora vi presento queste due (piccole) opere d’arte: l’urlo di Bibonz e la celebre contessa mistero sul suo quadro.

Un’isola meravigliosa

Avete mai sognato di vivere in una splendida isola nel bel mezzo del mare? Volete ampliare i vostri sogni?  Se si,vi fornisco i dettagli di una splendida isola costruita da me, per cominciare ci si puo` trovare una grande scogliera verde smeraldo e una piccola isoletta affianco, il mare molto spumoso e rilassante, e un breve tratto di spiaggia dietro la scogliera. Dietro alla spiaggia si trova una foresta tropicale, un po` fitta e` vero ma molto bella. Al centro una grande montagna che svetta in mezzo a quel paesaggio. Insomma e` un’isola meravigliosa, il posto ideale per passare le vacanze e sotto qui ci sono tutte le foto (l’isola e` fatta con la carta igienica)

Una settimana “strana”!!!!!

Questa settimana sono successe poche cose, ma strane!!!!! La mia cricetina che si chiama Pallina, e` stata lasciata libera in salotto, e lei si e` infilata in un buco sotto il divano!!! Io una sera ho ingoiato una perlina distrattamente!!!! Sono cose strane, non trovate? Ah,ah,ah!

YO-YO mania!

Oggi sono andata a comprare uno yo-yo in un negozio di giocattoli. Puttroppo all’ inizio non funzionava perchè c’era una rotellina strana che non permetteva allo yo-yo  di tornare su. Per fortuna babbo lo ha aggiustato, smontando la rotellina e incollar la cordicella. Una volta aggiustato mi sono dirvertita tanto e sono anche brava! Il mio yo-yo e rosso metallizzato che sembra fucsia con scritto ZOMBIE. Il design moderno lo rende molto confortevole sia da guardare, sia da usare. Penso proprio che sia un passatempo originale!

La Fiat 500 di Barbie!

Babbo Natale il giorno dopo Natale mi ha portato il mio regalo e non sapevo cos’era dato che non gli avevo inviato la letterina 😉 ma mi ha portato lo stesso un fantastico regalo: la Fiat 500 di Barbie! E` bellissima: fuori e` tutta fatta di plastica bianca che sembra quasi mettallizzata. Davnti c’e` scritto Barbie e c’e` il marchio FIAT. Quello che posso dire e` che e` piu` bella di quella vera…. dentro e` tutta fucsia molto elegante e con una barbie molto sportiva , e` vestita cosi`: occhiali fucsia e maglietta targata fiat (fucsia naturalmente) una bella cinta bianca, i jeans e gli stivali rosa. molto alla moda, molto elegante e con auto speciale ( e forse costa piu` di quella vera 😉 )