Tanto tempo fa, c’era in me una scintilla di luce, che mi faceva provare tante emozioni. Qualunque cosa io dovessi fare, qualunque attesa io dovessi aspettare, c’era tanta emozione, e il cuore mi batteva forte.

Ricordo che ogni cosa aveva più gusto. Il cibo era più buono. Disegnare più divertente. Il mondo era più vivido. Non potevo fare molte cose, ma allo stesso tempo mi sembrava di poter fare molto, e ogni cosa era immersa nella magia.

Ora, alla soglia dei vent’anni, mi rendo conto che questa scintilla che fa battere il cuore sembra come svanita. Dove sei finita?

In quel tempo, sentivo che se volevo potevo immergermi nelle cose, entrandoci dentro fino alla testa. Oggi, ogni cosa mi sfiora superficialmente, e io non sono in nessun posto.

Dove sei andata, scintilla mia?

Ho creduto, e credo ancora, alla luce dei miei recenti studi, che la scintilla non è andata via da me semplicemente perché sono diventata grande. Certo, diventare grandi non fa bene a lei, ma ho la sensazione che mi sia stata portata via.

Non voglio essere egoista ma, sento che non posso fare altro che dare la colpa agli altri di questa tragedia. Non è colpa mia. Non potevo difenderla se non sapevo come. Non mi importa che la scintilla se ne sia andata perché mi hanno preso in giro alle medie o perché sono stata stordita dal flusso di informazioni o perché la conoscenza mi ha tolto la meraviglia… ormai è andata.

Però credo che tu, ovunque sia, tornerai da me.

Mediterò, e tornerai da me. Ci proverò a cercarti, e tornerai da me.

Ma ti prego, torna da me.