Caso Rowling

Per il nuovo film di Harry Potter, “Harry Potter and the cursed child”, è stata scelta un’attrice di colore per interpretare Hermione, la signora Noma Dumezweni. Da molto tempo vedevo thumbnails su YouTube riguardanti la Rowling e una polemica su Harry Potter nero. Non li ho mai guardati questi video perché più di tanto non seguo Harry Potter, figuriamoci le polemiche. Alla fine però ho voluto informarmi quando Wesa di WesaChannel ha pubblicato un video sull’argomento: https://www.youtube.com/watch?v=zjGjw3mgKn8 , molto giusto, che però non ho trovato esaustivo della questione. Ho quindi letto questi articoli per capire meglio:

https://www.cnet.com/news/j-k-rowling-on-reaction-to-a-black-hermione-idiots-were-going-to-idiot/

https://www.independent.co.uk/voices/j-k-rowling-we-all-know-you-didnt-write-hermione-as-black-in-the-harry-potter-books-but-it-doesnt-a6781681.html

http://time.com/4157983/hermione-granger-black-harry-potter/

La questione è questa: Hermione, la protagonista femminile, è sempre stata nera agli occhi dell’autrice, ma l’autrice non ha mai specificato il fatto che lo fosse se non oggi, dopo anni e anni dalla pubblicazione del primo libro, e per giunta in un clima diffuso di politically correct. Secondo i fans disperati, la Rowling ha fatto questa pubblica affermazione solo per piacere agli SJW, i famosi Social Justice Warriors, che ovviamente non possono non aver apprezzato questo suo intervento, che introduce diversità in una serie di personaggi quasi tutti bianchi.

La mia opinione? Innanzitutto, non specificando il colore della pelle della protagonista, e dato il tempo e il luogo (Hogwarts è un posto in Inghilterra, in atmosfere scozzesi) è facile aspettarsi che i personaggi siano tutti bianchi di pelle, e che, se anche ci fossero neri, questi siano di recente venuta e quindi una esigua minoranza. Immaginiamo il contrario: un’autrice nera di Addis Abeba scrive un libro su una scuola di maghi situata in qualche parte sperduta dell’Etiopia. Dei protagonisti non ci è specificato il colore della pelle. Come dovremo immaginarli secondo voi, se non neri, dato il luogo e il tempo? Poi però l’autrice ci dice che c’era un personaggio principale bianco, ma ce lo dice solo dopo tantissimo tempo, dopo che ormai tutti abbiamo creduto fosse nero. Sarebbe straniante, fastidioso, guastafeste, a prescindere che sia vero o meno. Il distruggere idee consolidate non può non dare fastidio e la Rowling non poteva non pensare che fare una simile affermazione non avrebbe avuto conseguenze, specie dopo tutto questo tempo.

Wesa a proposito dice che è diritto dell’autrice fare ciò che vuole del mondo di Harry Potter, e non lo metto in dubbio. È la sua opera, e lei e solo lei ha diritto di dire cosa è canonico e cosa non lo è. Tuttavia è comprensibile la reazione dei fan. La trama in fin dei conti, non cambia, alla fine il bene prevarrà sul male e tutti torneranno a casa e si faranno la famiglia. Il fatto sta che un’immagine alla quale tutti si erano affezionati, un’immagine costruita in anni di film e libri, viene distrutta in un nanosecondo dalla stessa autrice, e in mala fede. Capisco dunque le reazioni di molte persone, sebbene io me ne chiami fuori.

Ci tengo a specificare che la Rowling non ha mai detto che ha immaginato Hermione nera per amore del politicamente corretto, semmai perché la vedeva così, così è nata nella sua mente. In buona fede, le sue parole sarebbero credibili, se non fosse che sono state pronunciate con grande ritardo, dopo che ormai si era già consolidata un’idea del personaggio, e per giunta delle parole che fanno molto comodo nel giorno d’oggi, dove la diversità è pesata a oro. Il tempo insomma, gioca a sfavore della Rowling e ci fa dubitare di quello che dice. In mala fede, ipotizzo che la donna, frequentando ormai ambienti progressisti (e ricchi), sia entrata nel giro e nella mentalità, e le è sembrato giusto aggiornare il cast con personaggi di colore per coerenza con il suo nuovo pensiero e per rispetto verso il nuovo gruppo di persone di cui fa parte. Poi si è giustificata con i fan.

Prova di quello che dico è nei film. Se Hermione fosse stata veramente nera, nel film si sarebbe visto per forza. Il libro magari non può specificare tutto, ma la telecamera invece si. Al momento del casting, la Rowling doveva dire: “Guardate che Hermione è nera, non bianca”, e fare pressioni per la scelta di un’attrice nera. O comunque dirci: “è stata scelta una bianca, io invece la immaginavo nera.” Forse si è trovata in condizione di non poter scegliere o non poter dire come stavano le cose, ma mi sembra strano. Hermione è stata bianca, e la Rowling ha guadagnato dall’Hermione bianca e non ha detto nulla. Ora la rigetta, forse perché non va più di moda. Comunque non spingerò oltre la questione. Non so nulla di preciso sulla Rowling, non sono informata sulla sua vita a sufficienza, e anche se lo fossi, non la conosco personalmente, perciò il giudizio sulla sincerità del suo gesto lo lascio in sospeso e lo affido ai fan o a chi sa di chi si sta parlando. Torniamo piuttosto alla questione SJW.

Il problema di fondo è questo: perché dover rendere neri o gay personaggi che non lo sono (o in questo caso che non pensavamo lo fossero) distruggendo storie consolidate, piuttosto che invece non creare storie nuove dove questi elementi di diversità possono inserirsi armoniosamente e avere senso? Vi immaginate se ora il figlio ancora vivo di Tolkien ci rivelasse a posteriori che Gandalf era gay e che Frodo era nero? Si, roba da strabuzzare gli occhi. Sarebbe ciò che è successo adesso con la Rowling. Inutili questi cambiamenti a posteriori per aumentare la “diversità” di una storia, fanno solo perdere alla stessa credibilità. L’unica utilità di questi cambiamenti è al di fuori delle storie che ne fanno da veicolo, per avvantaggiare la posizione sociale degli autori o per far contenta una certa categoria sociale che detiene il controllo dell’informazione.


Gli anni sono passati…

Questo blog sarebbe dovuto essere un diario dell’infanzia e dell’adolescenza, ma non è stato così. Ho lasciato tracce dell’infanzia ma degli anni del teenagerhood nulla.

Cosa è successo durante questi anni?

Iniziano le scuole medie e tutti usano facebook. Devo dire che, nel passaggio da infanzia a pubertà, si perde l’essere spontanei. Scrivere su un blog è patetico perché non lo legge nessuno, perché non va più di moda, perché è puerile, perché se scrivi tutto quello che pensi rischi di comprometterti, di farti prendere in giro dagli altri, di dire cose scomode che rovinano la tua reputazione.                                                      

No, non c’è libertà una volta diventati grandi.

Finite le medie, non ho più motivo di scrivere, evidentemente. Eppure, proprio dalla fine delle medie, per tutti questi anni, ho tenuto un diario. Non segreto, non ha lucchetti, semplicemente è anonimo e passa inosservato pur essendo aperto, proprio come me. I primi anni delle superiori sono ancora complessata dalle medie. A 15 anni, nel 2015, ho passato un anno che ricordo come l’anno delle possibilità, l’anno del poter far tutto, un anno in cui ho disegnato molto e durante il quale molti dei personaggi che mi porto in testa oggi hanno preso vita. Il 2016 è stato un anno spirituale e tormentato, dove ho fatto tante stupidaggini ma scoperto anche tantissime cose. IL 2017 segue su quella scia. 2018 anno della maturità. 2019, ultimo anno che conta come adolescenza. Poi finisce, poi si è giovani adulti. Ora sono all’Università, sono felice del percorso di studi intrapreso, ma il mio destino è ancora ignoto.

Se tutto va bene, riprenderò in mano questo blog. Non è malaccio. C’è chi legge ancora i blog?

Durante questi anni, sono successe un milione di cose. Ho fatto un milione di riflessioni, alcune le ho persino dimenticate. Molte cose sono destinate a scomparire, rubate dalla storia. Mi piacerebbe però che i bambini del futuro possano leggere questo blog e vedere in che mondo vivevamo. Mi piacerebbe lasciare un tracciato della mia vita. Per me però è così difficile lasciar traccia che questa potrebbe essere l’ennesima volta che dico di iniziare qualcosa e poi non la faccio. Oh, beh… a volte mi chiedo anch’io che cosa diamine ho fatto, pare che io non abbia affatto vissuto.

Non ho letto abbastanza, non ho viaggiato abbastanza, non ho scritto abbastanza, di nulla ho fatto abbastanza, tranne ascoltare musica, di quello ne ho fatto fin troppo. Vorrei tanto poter recuperare l’entusiasmo che da piccola mi guidava nello scrivere. Scrivere sciocchezze, va bene, ma scrivere e pubblicare. Fare ciò mi rendeva grande nel mio piccolo. Rivoglio la mia vecchia forza. Ci riuscirò?