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Viaggio nel minimalismo 3

Che palle il minimalismo! Buttare via oggetti su oggetti è solo l’ennesimo nevrotico impulso distruttivo. Ha ragione Marie Kondo. Dobbiamo circondarci solo di cose che ci piacciono, che ci ispirano.

Cose che vorrei:

-Un prisma

-Peluche carini

-Vestiti che imitano la natura

-Cose kawaii

-Libri illustrati di Moebius

-Un telefono che faccia belle foto

-Poster!~

-Un bento

-Cose EcOlOgIcHe🐢🌲🌈🌴🌱

Cosa non voglio più:

-La polvere

-Vestiti che non mi piacciono

-Oggetti inutili

-Inquinare

Viaggio nel minimalismo 2

Dopo aver dato via un po’ di vestiti e scarpe ho ancora molti vestiti e scarpe. Ho buttato via anche un po’ di cose vecchie. Il percorso che porta al minimalismo è lungo e forse non sono ancora pronta. Potrei ancora mettere via molte cose: libri di scuola (che avrei dovuto vendere!), manga che non continuerò a leggere, donare alla biblioteca pubblica libri che ho letto e non mi hanno particolarmente colpito (ma forse potranno piacere a qualcun altro). Ci sono tanti oggetti di cui non si sente la mancanza dopo averli buttati, ma tanti altri che dispiace a buttare quasi fossero dotati di un’anima. Certamente alcuni, come degli occhialetti da sole che portavo da piccola, nel lungo periodo potrebbero rappresentare ricordi o comunque avere un valore storico. Buttarli via sarebbe un peccato. Cosa fare? Per ora, il minimalismo si fermerà qui.

Viaggio nel minimalismo – 1

Il minimalismo è una corrente di pensiero che ambisce a togliere dalla vita l’inessenziale per lasciare spazio solo a ciò che da’ valore all’esistenza. Molti pensano che si tratti di vivere come un monaco o di stare in una casa senza mobili (e in alcuni casi è così). Ma in realtà il minimalismo è una delle tante risposte al mondo del consumismo. Laddove il consumismo ti propone cose inutili che ti fanno sprecare tempo, denaro e non arricchiscono la tua vita, il minimalismo invece cerca proprio questo: di conservare il tuo denaro, conservare il tuo tempo per dedicarti alle cose e alle persone che ami, infine arricchire la propria vita riducendo ciò che non è necessario.

Marie Kondo è una nota “guru” del settore. Ci sono poi tantissimi canali YouTube, scrittori e autori, orientali e occidentali, che ti parlano di come puoi vivere una vita minimalista.
Che ricordiamo, non è vivere da straccioni ma liberarci della schiavitù che ci lega agli oggetti inutili. Lasciare solo l’utile, questo è il minimalismo, ma non solo.

Non è solo tenere in ordine, è una filosofia. Mia nonna mi ha sempre detto di tenere in ordine, perché quando le stanze e le cose sono pulite e ordinate, si sta meglio e si ragiona meglio. Ebbene la mia stanza raramente è stata pulita e ordinata, e come la mia stanza la mia vita spesso è stata “in disordine”: priorità confuse e permanentemente soggette al cambiamento, ma di fatto, senza produrre grossi risultati. Sempre distratta e/o annoiata. E la mia camera? Piena di cose e di polvere. In realtà, vedendo le case altrui, ho sempre pensato che la mia fosse nella media, ma lascia comunque a desiderare.

Tempo fa ho messo in atto il primo passo del minimalismo, ossia tagliare via ciò che non è necessario. Ho tolto molte cose, eppure la mia stanza è ancora piena di oggetti che potrei togliere. Un altro consiglio era quella di tenere tutto sempre ordinato, riponendo gli oggetti usati. Ebbene, tenere ordinato intorno a sè serve a tenere ordinato nella propria testa. Non è durato molto. La mia scrivania è di nuovo una spasa di oggetti.

Voglio riprovare ad abbracciare il minimalismo. Questa volta documentando, articolo per articolo, ciò che andrò a fare e i progressi compiuti.

Caso Rowling

Per il nuovo film di Harry Potter, “Harry Potter and the cursed child”, è stata scelta un’attrice di colore per interpretare Hermione, la signora Noma Dumezweni. Da molto tempo vedevo thumbnails su YouTube riguardanti la Rowling e una polemica su Harry Potter nero. Non li ho mai guardati questi video perché più di tanto non seguo Harry Potter, figuriamoci le polemiche. Alla fine però ho voluto informarmi quando Wesa di WesaChannel ha pubblicato un video sull’argomento: https://www.youtube.com/watch?v=zjGjw3mgKn8 , molto giusto, che però non ho trovato esaustivo della questione. Ho quindi letto questi articoli per capire meglio:

https://www.cnet.com/news/j-k-rowling-on-reaction-to-a-black-hermione-idiots-were-going-to-idiot/

https://www.independent.co.uk/voices/j-k-rowling-we-all-know-you-didnt-write-hermione-as-black-in-the-harry-potter-books-but-it-doesnt-a6781681.html

http://time.com/4157983/hermione-granger-black-harry-potter/

La questione è questa: Hermione, la protagonista femminile, è sempre stata nera agli occhi dell’autrice, ma l’autrice non ha mai specificato il fatto che lo fosse se non oggi, dopo anni e anni dalla pubblicazione del primo libro, e per giunta in un clima diffuso di politically correct. Secondo i fans disperati, la Rowling ha fatto questa pubblica affermazione solo per piacere agli SJW, i famosi Social Justice Warriors, che ovviamente non possono non aver apprezzato questo suo intervento, che introduce diversità in una serie di personaggi quasi tutti bianchi.

La mia opinione? Innanzitutto, non specificando il colore della pelle della protagonista, e dato il tempo e il luogo (Hogwarts è un posto in Inghilterra, in atmosfere scozzesi) è facile aspettarsi che i personaggi siano tutti bianchi di pelle, e che, se anche ci fossero neri, questi siano di recente venuta e quindi una esigua minoranza. Immaginiamo il contrario: un’autrice nera di Addis Abeba scrive un libro su una scuola di maghi situata in qualche parte sperduta dell’Etiopia. Dei protagonisti non ci è specificato il colore della pelle. Come dovremo immaginarli secondo voi, se non neri, dato il luogo e il tempo? Poi però l’autrice ci dice che c’era un personaggio principale bianco, ma ce lo dice solo dopo tantissimo tempo, dopo che ormai tutti abbiamo creduto fosse nero. Sarebbe straniante, fastidioso, guastafeste, a prescindere che sia vero o meno. Il distruggere idee consolidate non può non dare fastidio e la Rowling non poteva non pensare che fare una simile affermazione non avrebbe avuto conseguenze, specie dopo tutto questo tempo.

Wesa a proposito dice che è diritto dell’autrice fare ciò che vuole del mondo di Harry Potter, e non lo metto in dubbio. È la sua opera, e lei e solo lei ha diritto di dire cosa è canonico e cosa non lo è. Tuttavia è comprensibile la reazione dei fan. La trama in fin dei conti, non cambia, alla fine il bene prevarrà sul male e tutti torneranno a casa e si faranno la famiglia. Il fatto sta che un’immagine alla quale tutti si erano affezionati, un’immagine costruita in anni di film e libri, viene distrutta in un nanosecondo dalla stessa autrice, e in mala fede. Capisco dunque le reazioni di molte persone, sebbene io me ne chiami fuori.

Ci tengo a specificare che la Rowling non ha mai detto che ha immaginato Hermione nera per amore del politicamente corretto, semmai perché la vedeva così, così è nata nella sua mente. In buona fede, le sue parole sarebbero credibili, se non fosse che sono state pronunciate con grande ritardo, dopo che ormai si era già consolidata un’idea del personaggio, e per giunta delle parole che fanno molto comodo nel giorno d’oggi, dove la diversità è pesata a oro. Il tempo insomma, gioca a sfavore della Rowling e ci fa dubitare di quello che dice. In mala fede, ipotizzo che la donna, frequentando ormai ambienti progressisti (e ricchi), sia entrata nel giro e nella mentalità, e le è sembrato giusto aggiornare il cast con personaggi di colore per coerenza con il suo nuovo pensiero e per rispetto verso il nuovo gruppo di persone di cui fa parte. Poi si è giustificata con i fan.

Prova di quello che dico è nei film. Se Hermione fosse stata veramente nera, nel film si sarebbe visto per forza. Il libro magari non può specificare tutto, ma la telecamera invece si. Al momento del casting, la Rowling doveva dire: “Guardate che Hermione è nera, non bianca”, e fare pressioni per la scelta di un’attrice nera. O comunque dirci: “è stata scelta una bianca, io invece la immaginavo nera.” Forse si è trovata in condizione di non poter scegliere o non poter dire come stavano le cose, ma mi sembra strano. Hermione è stata bianca, e la Rowling ha guadagnato dall’Hermione bianca e non ha detto nulla. Ora la rigetta, forse perché non va più di moda. Comunque non spingerò oltre la questione. Non so nulla di preciso sulla Rowling, non sono informata sulla sua vita a sufficienza, e anche se lo fossi, non la conosco personalmente, perciò il giudizio sulla sincerità del suo gesto lo lascio in sospeso e lo affido ai fan o a chi sa di chi si sta parlando. Torniamo piuttosto alla questione SJW.

Il problema di fondo è questo: perché dover rendere neri o gay personaggi che non lo sono (o in questo caso che non pensavamo lo fossero) distruggendo storie consolidate, piuttosto che invece non creare storie nuove dove questi elementi di diversità possono inserirsi armoniosamente e avere senso? Vi immaginate se ora il figlio ancora vivo di Tolkien ci rivelasse a posteriori che Gandalf era gay e che Frodo era nero? Si, roba da strabuzzare gli occhi. Sarebbe ciò che è successo adesso con la Rowling. Inutili questi cambiamenti a posteriori per aumentare la “diversità” di una storia, fanno solo perdere alla stessa credibilità. L’unica utilità di questi cambiamenti è al di fuori delle storie che ne fanno da veicolo, per avvantaggiare la posizione sociale degli autori o per far contenta una certa categoria sociale che detiene il controllo dell’informazione.


Mahotsukai No Yome – The Ancient Magus Bride

La copertina dell’anime

 

Questo anime, uscito da pochi mesi, ha attratto la mia attenzione su YuoTube quando ho visto un thumbnail con una ragazza e uno strano “demone” con un teschio in testa. Ho pensato che probabilmente era l’ennesimo anime bizzarro con mostri. Tuttaviadopo  aver visto il trailer mi sono convinta che era di tutt’altra natura.

Le grafiche sono mozzafiato.  Ci sono innumerevoli paesaggi della campagna inglese, dove si ambienta l’anime, creature sovrannaturali, due protagonisti intriganti: Chise Hatori, la ragazza con i capelli rossi, e il mago Elias Ainsworth, con lo strano teschio di cane al posto della testa.

Leggendo la breve trama al fondo di ogni episodio, veniamo a sapere che Chise è stata rifiutata da tutti durante la sua infanzia. Si vende dunque ad un mercato degli schiavi, dove viene comprata per un’immensa cifra proprio dal mago, il quale decreta che lei sarà la sua apprendista E la sua sposa!

Chise ed Elias in versione “chibi.      fonte: Panda-R-Us  DeviantArt

ATTENZIONE, POTREBBERO ESSERCI SPOILER

Il ritmo della narrazione è lento, molto lento. Ci sono tanti fermi immagine sui paesaggi, ovviamente curatissimi e spettacolari, del verde inglese, che ha sempre un non so che di malinconico. Non a caso il romanticismo in inghilterra, nell’arte, è sopratutto di matrice naturalistica. Digressioni artistiche a parte, ho notato come spesso e volentieri i giapponesi ambientino anime e manga in Inghilterra… sarà perchè stanno alla stessa latitudine? Perchè sono isole entrambe? Perchè entrambe le nazioni hanno un passato fatto di folkore e magia? Sta di fatto che l’Inghilterra prima o poi finisce sempre nel mirino del mangaro di turno, a volte per essere stravolta a imbizzarrita come purtroppo succede in anime come Black Butler (e pure acclamati), a volte invece per essere veramente Inghilterra, come in questo caso. Niente sushi, niente stronzate, si vedono colazioni inglesi, cottage, paesini, campagne. Si vede persino l’Islanda, che, draghi a parte, credo che in estate sia verde come ci appare nell’anime. La scelta di così belle ambientazioni rendono l’anime godibile all’occhio.

Che fiori! Avranno un qualche significato simbolico?

 

Roba di qualità!

Parlando dei protagonisti… sono arrivata all’episodio 5, dunque non so ancora molto su di loro. Specialmente sul misterioso mago Elias, che però si dimostra essere gentile con Chise. Il fatto stesso che il cranio gli impedisce di fare espressioni, lo rende un po’ difficile da interpretare. Nel primo episodio da’ prova di non sapere bene come si interagisce, ma nei successivi episodi dimostra di essere serio, dando conferma che questo non è un ecchi o uno shojo o un anime umoristico, anzi, è un anime introspettivo, un po’ malinconico. Questo tono è dato dal vedere il mondo con gli occhi della protagonista, che apprendiamo fin da subito che è stata rifiutata da tutti, che ha perso sua madre davanti ai suoi occhi, che vede le creature magiche (dono che gli ha causato problemi) e che ha cercato di suicidarsi. Infine non si sa come, si è venduta. Chise parla poco, ha gli occhi bassi, non sorride molto, non è un personaggio che fa ridere, e non lo vuole essere. Non ci sono scorci del suo sottogonna, o proporzioni del corpo assurde. Chise è solo Chise, ed è una ragazza realmente traumatizzata. Per questo motivo non la si vede spesso sorridere o parlare.

Chise (SPOILER ALERT), è una Sleigh Beggy, una che attira creature magiche, che ha infiniti poteri magici ma che consumeranno il suo corpo se usati in maniera costante. Chise è una merce rara che molti vogliono, e il suo dono è anche una maledizione, causandole continua spossatezza. Nonostante la cupezza della ragazza, Elias è la sua nuova famiglia, e lei tiene profondamente a lui per questo, perchè le ha detto che sono una famiglia, quando nessuno lo aveva fatto. Dunque dentro la ragazza c’è un germoglio di rinascita, anche se ancora è preponderante una sorta di apatia.

Gli sviluppi dell’anime mi sono ancora ignoti, e gli episodi devono ancora uscire, ma promette bene, e mi ha già fatto versare una damigiana di lacrime al fottuto episodio 3  T^T Comunque promette bene… da guardare assolutamente.

Li mortacci…!