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Viaggio nel minimalismo 4

Lo Zero Waste.

Zero Waste vuol dire che noi iniziamo a condurre una vita che punta a produrre meno rifiuti possibile. E coincide con il minimalismo.

Per cominciare questo percorso ho già capito diverse cose: dietro lo zero waste ci stanno molti interessi commerciali che fanno leva su una estetica del bello e del pulito. La verità è che per cominciare questo percorso innanzitutto si comincia col non buttare via le cose che sono ancora buone per essere usate. Anche se non rispettano il minimal aesthetic o sono di plastica. Le si usa fino a che non si distruggeranno. Solo allora le si potrà buttare via. Prima ancora di leggere articoli con questi consigli, sospettavo che questa parte di innovazione al look non fosse per niente zero waste.

Come primo passo innanzitutto, ho comprato OrganiCup, una coppetta mestruale. Tutti si raccomandano di andare adagio in questo percorso perché ci sono grossi cambiamenti da fare negli stili di vita e solo con un passo per volta si può cambiare in meglio. Con la coppetta mestruale, che dura 5 anni, io ridurrei una enorme quantità di rifiuti. Calcolando che ogni ciclo, quindi stimo una volta al mese circa, consumo un pacchetto e mezzo di assorbenti, una dozzina in media, avró= 12*12*5= 720 pallotte di assorbente non riciclabile risparmiate. E considerato che i Lines è, i più costosi sono 4,80 circa, forse di meno, avrò un risparmio di 288 €.

Viaggio nel minimalismo 3

Che palle il minimalismo! Buttare via oggetti su oggetti è solo l’ennesimo nevrotico impulso distruttivo. Ha ragione Marie Kondo. Dobbiamo circondarci solo di cose che ci piacciono, che ci ispirano.

Cose che vorrei:

-Un prisma

-Peluche carini

-Vestiti che imitano la natura

-Cose kawaii

-Libri illustrati di Moebius

-Un telefono che faccia belle foto

-Poster!~

-Un bento

-Cose EcOlOgIcHe🐢🌲🌈🌴🌱

Cosa non voglio più:

-La polvere

-Vestiti che non mi piacciono

-Oggetti inutili

-Inquinare

L’Infinito

L’infinito è un desiderio, è come un canto di sirena. La propria coscienza nasce il giorno in cui col pensiero sfioriamo l’infinito, e ci accorgiamo di quanto siamo insignificanti, nel tempo, e nello spazio. La nostra coscienza vola e vola e prova ad abbracciare l’immensità, ma non ci riesce.

L’universo è talmente immenso da far venire la vertigine. È terribile pensarlo. Eppure, di tutti gli animali, solo noi sentiamo l’Infinito. A chi ci dice che siamo bestie, io dico che siamo delle bestie divine, e beato chi, pur sentendo la vertigine dell’Infinito e l’orrore della Morte, li può sentire e capire la nostra grandezza.

Il nostro cervello sembra una scatola fatta per farci soffrire, con tantissimi nervi e neuroni per provare il dolore più raffinato. La nostra esistenza sembra dunque una condanna e un po’ lo è. Ma allora perchè questa condanna è cosí affascinante?

Perchè è cosí bello ammirare il Creato? Perdere il proprio sguardo fra le nuvole, sempre le stesse ma mai uguali… perdere per un attimo il pensiero fra i prati verdi illuminati dal sole e scordarsi che nel mondo c’è il dolore. Volare e volare con l’anima sopra il mondo e vedere un punto azzurro e luminoso… nello spazio non si sente il dolore del mondo, nello spazio solo c’è purezza e un silenzio cosmico. Quel silenzio lo si può sentire occasionalmente quando, giunti sulla cima di un monte altissimo, non si sente più nemmeno il cinguettare degli uccelli, nè il proprio respiro, ed è bellissimo.

Non c’è nulla che ci possa separare da Dio se noi lo vogliamo raggiungere. Ed è bellissimo. Penso che non vorrei vivere in un mondo dove io non sappia nulla di Dio. Nemmeno un esercito di miliardi di atei potrà togliere il dubbio, o il desiderio. Finchè ci sarà ricerca, per quanto disperata che sia, ci sarà vita.

(´,,•ω•,,) owo

Limite per x che tende a infinito…

Immagine di youmath.it

Un limite per x tendente ad infinito. Il regno di Dio è una retta asintotica… non ha inizio, non ha fine. Noi siamo l’asintoto che cerca di avvicinarsi alla perfezione, all’eternità assoluta. Ma per quanto possiamo avvicinarci, non lo raggiungeremo mai… o meglio…

Nell’infinito, ci toccheremo. Ma allora non ci sarà più differenza fra noi e Dio, le linee diventeranno una sola.

Viaggio nel minimalismo 2

Dopo aver dato via un po’ di vestiti e scarpe ho ancora molti vestiti e scarpe. Ho buttato via anche un po’ di cose vecchie. Il percorso che porta al minimalismo è lungo e forse non sono ancora pronta. Potrei ancora mettere via molte cose: libri di scuola (che avrei dovuto vendere!), manga che non continuerò a leggere, donare alla biblioteca pubblica libri che ho letto e non mi hanno particolarmente colpito (ma forse potranno piacere a qualcun altro). Ci sono tanti oggetti di cui non si sente la mancanza dopo averli buttati, ma tanti altri che dispiace a buttare quasi fossero dotati di un’anima. Certamente alcuni, come degli occhialetti da sole che portavo da piccola, nel lungo periodo potrebbero rappresentare ricordi o comunque avere un valore storico. Buttarli via sarebbe un peccato. Cosa fare? Per ora, il minimalismo si fermerà qui.