Questo Natale non voglio niente (o quasi)

Perché ho già tutto (tranne i soldi). Quando ero piccola volevo un sacco di giocattoli. Verso il periodo di Dicembre le pubblicità di giochi si facevano incessanti e martellanti. Ho nella mia testa il ricordo di queste pubblicità di giochi che non finivano mai e io volevo ogni singolo giocattolo trasmesso, salvo poi riceverne uno al massimo.

Crescendo ho continuato a desiderare un mucchio di beni, materiali e digitali. E fino a poco tempo fa, poco prima di convergere verso il minimalismo, volevo ancora molto. Ma ho preso coscienza nel momento in cui ho capito che la maggior parte delle mie volontà sono dettate da slogan pubblicitari e bisogni indotti, in realtà di mia volontà c’è ben poco. Del resto non ho più bisogno di giocattoli, né di vestiti ulteriori (salvo necessità), né gioielli, o trucchi… forse i libri, i libri sono sempre ben accetti, le cose utili… ma questo Natale, ad eccezione dei soldi, non voglio nulla. Non mi importa delle cose.

E in ogni caso, questo mondo consumistico non mi può restituire l’innocenza perduta dell’attesa di Babbo Natale alla Vigilia, né mi ha mai dato il senso di sacralità che alla festa conviene. Adesso sono in un punto intermedio, dove Babbo Natale se n’è andato, il consumismo se ne sta andando… e chissà, magari un giorno ritroverò la sacralità del Natale. Il mangiare bene, il stare al caldo, la neve… lo stare con chi vuoi. E non consumare, consumare, consumare…

Questo mondo basato sui consumi deve fallire. Questo mondo ci ha rubato troppo di noi. Questo Natale non voglio nulla, e starò bene senza, perché potrò godere dell’autentica sensazione di essere padrona di me stessa.

Questo sarà il mio primo Natale dichiaratamente contro il consumismo. E sebbene sarà ancora come i Natali scorsi, anche se con sempre meno regali, sarà uno dei miei primi tentativi di recuperare lo spirito natalizio. Ma come?