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Lady Snowblood

Lady Snowblood è il titolo di un manga scritto da Kazuo Koike e disegnato da Kazuo Kamimura. La protagonista, Shurayuki Hime, è di mestiere una spietata e seducente assassina, pagata da persone che cercano giustizia che non si può avere con mezzi legali. Tuttavia il lavoro con il quale si guadagna da vivere è secondario a ciò che rappresenta il suo dovere, ossia una vendetta da compiere per conto di sua madre…

Un ombrello che… non è solo un ombrello…

Shurayuki è una bambina nata in carcere, in un giorno di neve. Il suo nome, Yuki, significa neve e Shura demone. Shurayuki vuol dire quindi “la figlia di uno Shura nata in un giorno di neve”. La madre aveva perso la sua famiglia, la sua casa, i suoi averi e la sua dignità per colpa di quattro mascalzoni, una banda, che abusò di lei per tre giorni prima di separarsi. Uno di questi la portò via con sé, e lei lo uccise, finendo però in carcere a vita. Come avrebbe potuto avere pace? Come avrebbe potuto uscire di lì e finire ciò che aveva iniziato? La sua vita ormai era compromessa. Ma rimanendo incinta e generando una nuova vita, sarebbe stato come rinascere e uscire da quella prigione. Ecco perché Oyuki (nome alternativo della protagonista) doveva venire al mondo… per finire al posto suo ciò che la madre aveva iniziato.

La donna muore poco dopo la nascita della bambina, alla quale affida tutto il suo rancore e la sua vendetta. La bambina, cresciuta da una delle altre donne carcerate, verrà addestrata per essere forte e non indietreggiare mai nel combattimento. Le sue abilità di combattimento sono tali da impressionare gli uomini più pericolosi del Giappone. Ma Oyuki non è solo brava nel combattimento, è anche terribilmente bella, che nessun uomo (e donna) può resisterle. È astuta, intelligente, creativa, decisa e determinata, dalla volontà incrollabile e dotata di grande spirito di sacrificio. È un personaggio femminile forte e dotato di grande fascino e carisma.

Giudicando il lavoro degli autori, la storia è da celebrare per i contenuti storicamente accurati. Infatti il racconto è ambientato nel Giappone dell’era Meiji, un periodo di grandi cambiamenti culturali. Usi e costumi dell’epoca sono ritratti con grande cura e fedeltà, lasciandoci immergere veramente in un altro mondo, in un altro tempo, e rendendo tutta la storia perfettamente credibile. Quanto al disegno, il tratto è molto raffinato ed essenziale, come ci si aspetterebbe da un buon autore giapponese. La nudità frequente nel manga ci è presentata sempre in modo elegante, e mai in maniera oscena, nemmeno quando l’oscenità è presente a livello di trama. Ovviamente non c’è fanservice. Anche se la protagonista finisce spesso nuda, la sua nudità, che appaga gli uomini nella storia e un po’ strizza l’occhio ai lettori, non è però ingiustificata a livello di trama. La bravura dell’autore ci fa capire che la lady nuda non è nuda per appagare noi ma per raggiungere il suo obbiettivo, a qualunque costo, e pertanto non è considerabile fanservice. Né il personaggio in sé è una scatola vuota di contenuti commerciali, ma un individuo caricato di un pesante fardello.

Il tema della vendetta è appunto il fardello che pesa sulle spalle di Oyuki, che le ha di fatto impedito di vivere la vita propria per vivere le volontà materne. Allo stesso tempo però, è il legame simbolico che la unisce ad una madre che altrimenti non ha mai conosciuto. Ogni cosa immorale fatta è giustificata dall’amore per la madre mai incontrata e dalla condivisione del suo dolore. La devozione della protagonista è incrollabile. Sotto questo punto di vista, la virtù di Oyuki è tale da renderla un perfetto esempio di figlia, opposta ad una parricida. Se ad una prima occhiata noi vediamo solo tette e sangue altrui, poi ci accorgiamo di quanto invece la protagonista sia un personaggio di altissima dignità e di grande obbedienza e fedeltà. La sua devianza è solo apparente, il suo conformismo al valore della volontà genitoriale invece è altissimo, e se Oyuki avesse potuto vivere con sua madre, sarebbe stato uno dei personaggi più esemplari che potremmo mai incontrare.

Il tema che mi ha colpito e che mi preme sottolineare è quello del portare avanti la volontà dei morti. La madre è scomparsa senza sapere se la propria bambina avrà mai compiuto la sua vedetta. Oyuki la porta a termine onorando la volontà materna e dando così senso alla sua morte e alle sue sofferenze. Il portare avanti ciò che i morti lasciano incompiuto, il portare avanti la volontà di un morto è il più grande segno di rispetto per la fiducia accordata, poiché non c’è fiducia più facile da tradire di qualcuno che poi non ci sarà più a rinfacciarcelo. Nel momento in cui è rispettata la volontà di qualcuno non più presente, si raggiunge l’apice della civiltà dove la fiducia per il prossimo e la promessa mantenuta si estendono oltre la durata della vita del singolo. Il rispetto del volere dei morti è a mio parere uno dei massimi segni di cultura e civilizzazione ed è ciò che mi fa vedere questa eroina come tale; non posso far altro che provare empatia e rispetto per un personaggio come lei, sopratutto perché ha rinunciato a vivere la propria vita e ha rinunciato a costruirsi una identità indipendente da quella di demone nato per vendicare. Quando la sua vendetta finirà, e noi non lo vedremo mai, inizierà a vivere e dovrà iniziare a capire chi è lei e che cosa vuole fare nella vita. Secondo me, il più grande scandalo di questo personaggio (e di tutti i personaggi di vendetta, ma lei in particolare) sta nel fatto che, non avendo nemmeno incontrato la madre, avrebbe potuto vivere la propria vita, seguendo il proprio inclinamento e non perdendo i propri anni migliori per uccidere degli individui che non potranno riportare indietro sua madre. E invece, in contrario a qualunque individualismo di tipo shonen, ella accetta fin da piccolissima e di buon grado che la sua esistenza è strumentale e che dovrà eccellere nell’uccidere ed ingannare o venir sopraffatta, non solo perché da sola e deviante ma anche e sopratutto perché donna.

Raccomando a tutti la lettura di questo manga straordinario (in tre volumi) di cui vale la pena passare del tempo a leggere, ma non distrattamente ma con grande attenzione ai dettagli e ai particolari. E auguro infine ad Oyuki di trovare la strada nella sua vita d’ora in poi, anche è solo un personaggio di un fumetto che non incontrerò mai..

Mahotsukai No Yome – The Ancient Magus Bride

La copertina dell’anime

 

Questo anime, uscito da pochi mesi, ha attratto la mia attenzione su YuoTube quando ho visto un thumbnail con una ragazza e uno strano “demone” con un teschio in testa. Ho pensato che probabilmente era l’ennesimo anime bizzarro con mostri. Tuttaviadopo  aver visto il trailer mi sono convinta che era di tutt’altra natura.

Le grafiche sono mozzafiato.  Ci sono innumerevoli paesaggi della campagna inglese, dove si ambienta l’anime, creature sovrannaturali, due protagonisti intriganti: Chise Hatori, la ragazza con i capelli rossi, e il mago Elias Ainsworth, con lo strano teschio di cane al posto della testa.

Leggendo la breve trama al fondo di ogni episodio, veniamo a sapere che Chise è stata rifiutata da tutti durante la sua infanzia. Si vende dunque ad un mercato degli schiavi, dove viene comprata per un’immensa cifra proprio dal mago, il quale decreta che lei sarà la sua apprendista E la sua sposa!

Chise ed Elias in versione “chibi.      fonte: Panda-R-Us  DeviantArt

ATTENZIONE, POTREBBERO ESSERCI SPOILER

Il ritmo della narrazione è lento, molto lento. Ci sono tanti fermi immagine sui paesaggi, ovviamente curatissimi e spettacolari, del verde inglese, che ha sempre un non so che di malinconico. Non a caso il romanticismo in inghilterra, nell’arte, è sopratutto di matrice naturalistica. Digressioni artistiche a parte, ho notato come spesso e volentieri i giapponesi ambientino anime e manga in Inghilterra… sarà perchè stanno alla stessa latitudine? Perchè sono isole entrambe? Perchè entrambe le nazioni hanno un passato fatto di folkore e magia? Sta di fatto che l’Inghilterra prima o poi finisce sempre nel mirino del mangaro di turno, a volte per essere stravolta a imbizzarrita come purtroppo succede in anime come Black Butler (e pure acclamati), a volte invece per essere veramente Inghilterra, come in questo caso. Niente sushi, niente stronzate, si vedono colazioni inglesi, cottage, paesini, campagne. Si vede persino l’Islanda, che, draghi a parte, credo che in estate sia verde come ci appare nell’anime. La scelta di così belle ambientazioni rendono l’anime godibile all’occhio.

Che fiori! Avranno un qualche significato simbolico?

 

Roba di qualità!

Parlando dei protagonisti… sono arrivata all’episodio 5, dunque non so ancora molto su di loro. Specialmente sul misterioso mago Elias, che però si dimostra essere gentile con Chise. Il fatto stesso che il cranio gli impedisce di fare espressioni, lo rende un po’ difficile da interpretare. Nel primo episodio da’ prova di non sapere bene come si interagisce, ma nei successivi episodi dimostra di essere serio, dando conferma che questo non è un ecchi o uno shojo o un anime umoristico, anzi, è un anime introspettivo, un po’ malinconico. Questo tono è dato dal vedere il mondo con gli occhi della protagonista, che apprendiamo fin da subito che è stata rifiutata da tutti, che ha perso sua madre davanti ai suoi occhi, che vede le creature magiche (dono che gli ha causato problemi) e che ha cercato di suicidarsi. Infine non si sa come, si è venduta. Chise parla poco, ha gli occhi bassi, non sorride molto, non è un personaggio che fa ridere, e non lo vuole essere. Non ci sono scorci del suo sottogonna, o proporzioni del corpo assurde. Chise è solo Chise, ed è una ragazza realmente traumatizzata. Per questo motivo non la si vede spesso sorridere o parlare.

Chise (SPOILER ALERT), è una Sleigh Beggy, una che attira creature magiche, che ha infiniti poteri magici ma che consumeranno il suo corpo se usati in maniera costante. Chise è una merce rara che molti vogliono, e il suo dono è anche una maledizione, causandole continua spossatezza. Nonostante la cupezza della ragazza, Elias è la sua nuova famiglia, e lei tiene profondamente a lui per questo, perchè le ha detto che sono una famiglia, quando nessuno lo aveva fatto. Dunque dentro la ragazza c’è un germoglio di rinascita, anche se ancora è preponderante una sorta di apatia.

Gli sviluppi dell’anime mi sono ancora ignoti, e gli episodi devono ancora uscire, ma promette bene, e mi ha già fatto versare una damigiana di lacrime al fottuto episodio 3  T^T Comunque promette bene… da guardare assolutamente.

Li mortacci…!